Teaser

Mistica interreligiosa

 15796263.jpg

Vincenzo Noja, testi mistici per la contemplazione di Dio

Edizioni Borla, Roma 2006

Due eminenti mistici, il teologo musulmano Sufi Ab? H?mid al Gaz?li e il certosino francese François Pollien, dimostrano l'inutilità delle pratiche cultuali se disgiunte da una profonda vita interiore e spirituale, poiché il fine dell'uomo consiste nell'unirsi misticamente a Dio nell'amore. L'Amore di Dio sarà concreto e assumerà importanza centrale nella vita del credente solo se questi saprà santificarlo facendo la Sua volontà, consacrandosi con serio impegno alla pratica del distacco dalle seduzioni del mondo, alla preghiera continua, alla purificazione del cuore e della mente, alle buone azioni e alla lettura contemplativa della Scienza celeste, trasformando in tal modo la vita quotidiana in vita divina e celeste già sulla terra.

Nella storia spirituale del cristianesimo, come anche in quella non cristiana, si affollano numerosi oranti e puri estatici; questo prezioso e utilissimo manuale di letture mistiche ne riporta una cinquantina in preciso ordine cronologico, affinché, attraverso lo svolgersi delle varie epoche, venga meglio compresa l'apertura al Divino e alla sua grazia. Attraverso le sue pagine il lettore ripercorre, quasi a volo d'uccello, duemila anni di esperienze mistiche e ascetiche consegnate ai Testi dei maestri dello Spirito. La presente Antologia è stata concepita con il fine di accompagnare coloro che cercano l'esperienza di Dio nel difficile cammino delle Sue vie. L'unione con Dio, l'orazione, la preghiera del cuore, la contemplazione, l'esichia, l’umiltà, la meditazione della morte, sono alcuni dei temi più trattati.


 15796264.jpg

Vincenzo Noja, testi mistici delle donne di Dio, dall’antico islam ai giorni nostri

Edizioni Borla, Roma 2008

Le donne mistiche partecipano alla natura divina (2 Pietro 1,4) vivendo lo stato di amore e di compassione universale; esse si contraddistinguono per tre virtù spirituali: il distacco da tutte le cose e da se stesse, fino all'annichilimento, l'umiltà profonda e la carità profusa.
I testi delle scrittrici mistiche sono, seppur con differenti sfumature, quasi tutti legati da una continuità spirituale basata sulle virtù sopracitate. In questa antologia risplendono le parole di una trentina di mistiche cristiane, di alcune dell'Isiam antico - come Rabi'a di Bassora, Fatima bin al Abbas, denominata «santa Ildegarda dell'Oriente», e la Sufi Ruqayya di Mosul - e di altre dell'India moderna. Donne di saggezza e di luce spirituale accomunate dalla misteriosa comunione con Dio, poiché nella ricerca dell'Assoluto non esiste un tempo, uno spazio, un confine. I loro scritti evidenziano come l'anima non abbia sesso e come la mistica femminile, intesa come spiritualità particolare, in realtà non esista, eccezion fatta per la libertà di linguaggio con cui le donne si rivolgono a Dio, una libertà impensabile per i mistici.
Testi mistici delle donne di Dio, nella propria autonomia di lettura, integra Testi mistici per la contemplazione di Dio (Borla 2006), e viceversa. I due volumi offrono un vasto panorama della mistica concepito, nelle intenzioni del curatore, come nutrimento spirituale per coloro che sono alla ricerca dell'esperienza di Dio.
«Solo Dio, cerca Dio solo, non lasciarti arrestare dalle cose create. Quando parli, comportati come se tu fossi in silenzio, quando vedi qualcosa agisci come se tu fossi cieca; quando odi qualcosa consi¬derala come se tu fossi sorda. Dio solo è tutto, le creature sono nulla, sono contaminate dal peccato. Tutte le cose della terra sono transeunti; tutto passa nulla rimane. Quando la morte si avvicinerà, ci dispiacerà di non aver usato meglio il tempo» (MIRIJAM DI ABELLIM, la piccola araba della Galilea).


15796265.jpg

Vincenzo Noja, esperienze mistiche negli scritti dei grandi maestri

Paoline Editoriale Libri, Milano 2008

Questo manualetto di mistica raccoglie brani e brevi testi dei grandi maestri di spiritualità di diverse epoche e tradizioni religiose. Sono presenti il filosofo pagano Plotino; soprattutto i mistici cristiani, tra i quali Meister Eckhart, Giovanni Taulero, Giovanni della Croce; alcuni mistici islamici medievali, come Al Din Rumi, Ibn Ata Allah; alcuni mistici indiani contemporanei: Vivekananda, Ramakrishna, Yogananda.
Il volume è concepito come testo di contemplazione e di ausilio alla vita spirituale. I testi trattano dell’intimo incontro tra l’anima del credente e il Signore e dei difficili percorsi verso quest’incontro. Essi presentano in modo piuttosto esauriente il faticoso pellegrinaggio interiore dell’anima, descrivendo le esperienze dei mistici, che trascendendo dogmi e culti, conducono alla sublime meta della “visione immediata della Verità” (in un’identificazione con Dio senza intermediari).

Il testo è suddiviso in nove parti: Dio e il Regno dei Cieli; Purificazione e unione; Amore e umiltà; Morte e trascendenza della morte; Preghiera; Meditazione, contemplazione, silenzio; Grazie e illuminazione, Il nulla e la vita divina.

La nona parte riporta una sintesi, rielaborata in lingua corrente, di un testo antico (del 1749) e molto raro: Consigli per la pratica spirituale, invocazioni e giaculatorie per essere tutto il giorno alla Presenza di Dio.
Conclude il volume un Florilegio, che raccoglie pensieri brevi di mistici, una piccola antologia nell’antologia.


Metafisica realizzativa
Vincenzo Noja
ECHI DAL PROFONDO
Immagini di luce dall' A???vakra Sa?hit?
Spirito Libero Publinship, Montecatini Val di Cecina (PI) 2010

15878705.jpg

Dalla quarta di copertina e dal preambolo:

Echi dal profondo sono immagini di luce dell’anima, frutto spontaneo della ripetuta meditazione A???vakra Sa?hit?, un antico testo sanscritto di incommensurabile saggezza. A questo gioiello va la mia profonda gratitudine.
(L’autore)

Echi dal profondo

La ricerca del Sé ha bisogno, come per tutte le grandi imprese, di esercizio prolungato, praticato con serietà e devozione.

“Conosci te stesso”, come sentenzia l’oracolo di Delfi, vuol dire: “Trascendi la mente ordinaria e lascia il corpo per conoscere il tuo Sé”, poiché “L’Essere non è il corpo e neppure la mente”, è scritto nelle Upanishad. Mediante il pellegrinaggio interiore e il sacrificio dei sensi, l’aspirante abbandona come un vestito vecchio il suo “io” illusorio

(che vive nella molteplicità del mondo dei sensi), guadagnando “l’altra riva”, sulla quale entra nel Sé e diventa “uno nell’Uno.” Da questo momento in poi, il realizzato, lo yogi , userà la mente come vuole e avrà assoluta padronanza del karma, poiché vive imperturbato nella grande Quiete, avendo raggiunto la condizione di assoluta purezza e l’indipendenza da tutte le cose.

Nell’A???vakra Sa?hit? o A???vakra Gita il maestro A???vakra espone un semplice ma profondo insegnamento al suo discepolo Janaka, quest’ultimo aspirante alla liberazione dai legami del mondo (moska).

Non c’è altro da fare, oltre che vivere nel Sé senza sforzo alcuno, perché il Sé è naturale ed è già in noi.
((A???vakra Sa?hit?))

Da pag. 144 del libro:

Visione

Visione ultima del magnifico tramonto,
sede tranquilla del Sé,
del nulla e del tutto,
fine e principio di tutte le cose,
alba del primo mattino,
Visione ultima, rosso tramonto.

---------------------------------------------

In Me che sono come l’oceano infinito,
si trova l’immaginazione chiamata universo.
Io sono del tutto tranquillo e privo di forma,
e in questo stato io dimoro.
(AS, 73)


Per informazioni e l'acquisto di questo libro rivolgersi al Sig.Tommaso Caputo:
cell.3298054420
Email: caputo_tommasozMxH7gT8iPxQs9vTwQmVxZy5rTfXyahoo.it

Oppure: Libreria Editrice Psiche, Via Madama Christina 70/b- 10126 Torino
Tel. 011-6507058 - Email: scrivizMxH7gT8iPxQs9vTwQmVxZy5rTfXpsiche.info

Vincenzo Noja
VERSO LA LUCE
Morte e immortalità negli scritti di saggezza

Paoline Editoriale Libri, Milano 2011

big_23803548_0_300-468.jpgbig_23804404_0_300-473.jpg

la-saggezza-del-buddhismo.jpg

seite1.jpgseite2.jpg

seite3.jpg

seite4.jpgseite5.jpg