Vincenzo Noja
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DZOGEN PONLOP RINPOCHE, "LA MENTE OLTRE LA MORTE", UBALDINI ROMA 2009"                                                                                  AM ENDE DIESER SEITE              

  (Si veda nella sezione "Antologia Testi").            

 

"VERSO LA LUCE, MORTE E IMMORTALITÀ NEGLI SCRITTI DI SAGGEZZA", a mia cura

 Edizioni Paoline 2011.

 

 

 

"VERSO LA LUCE"  

È un ritiro di meditazione che viene programmato per l'ultima settimana di luglio 2012, in un luogo ideale

per concentrarsi e rientrare in sè.

È la ricerca della luce in noi stessi e della liberazione, è il difficile cammino verso le profondità dell'Essere.


  QUI i dettagli e tutte le informazioni occorrenti: 

HIER DAS PROGRAMM ÜBER DEN MEDITATIVER RÜCKZUG:

http://vincenzonoja.eu/cgi-bin/weblog_basic/wp-admin/index.php

 

"Abbiamo bisogno di meditare per stabilizzare la mente nello stato di assolutezza e di unità, quindi di purificarla dagli stati negativi di molteplicità e relatività. Questo lavoro può essere svolto solo tramite la meditazione costante e duratura nel tempo" (Da diversi testi di saggezza)

"
Un uomo debitamente istruito nella meditazione è destinato a realizzare il Sé (che dimora già in lui), che è la Luce delle luci. Allora gli è rivelato Dio in pieno e quest' esperienza lo condurrà

per sempre lontano dall'ego, dalle passioni, dai vizi e dai peccati che abbrutiscono ogni essere e inquinano la vita stessa rendendola un inferno".

(Dalle Upanishaden)


Vi è soltanto l'Uno, il quale è senza secondo.

La differenza consiste soltanto nel nome che proviene dal discorso.

"Esso" (Brahman) non è grossolano né sottile, né corto né lungo,

Esso è privo di suono, forma ed è immutabile.

(Chandogya up.: VI: II-1,1-5)


Io sono la Luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre,

ma avrà la luce della vita. (Gv 8, 12)


La Verità suprema         

Vivere la Verità suprema, anche per un solo momento, vale più che scrivere

e leggere centinaia di libri sui metodi o i processi o su come scoprirli.

(La Madre/ dalla Rivista Domani, Sri Aurobindo Asram, Pondicherry, India)

 

 

 
          

                                              VINCENZO NOJA  

                                                                                                                                                                                                                        

 ha consacrato la sua vita alla ricerca della Verità suprema.

Da molti anni ha iniziato il difficile viaggio interiore verso il Sé, mediante la meditazione e lo studio dei testi mistici della spiritualità interreligiosa.       

  Egli non scrive nulla di nuovo, tanto meno intende dare insegnamenti, semplicemente studia, rielabora e commenta i testi dei Maestri spirituali di tutti i tempi, nonché le sacre Scritture delle maggiori tradizioni religiose, affinché possano aprire il cuore e la mente del ricercatore alla luce della conoscenza, risvegliandolo al Sé che riluce immanente al centro dell’Essere.  

 

            

 

            Infine, il viaggiatore sulle vie del Tempo arriva alle frontiere dell’eternità.

            Drappeggiato nel simbolo caduco dell’umano, sente la sostanza del suo sé

             imperituro e perde la sua affinità con lo stato mortale.

             Un raggio dell’Eterno colpisce il suo cuore, il suo pensiero s’allarga

             nell’infinitudine; tutto in lui si volge all’immensità dello spirito.

 

                 (Sri Aurobindo, Savitri, I, 1,3)[1] 

              

             

           

 

            Poiché noi andiamo cercando l’Uno e scrutiamo il principio di tutti

            le cose, cioè il Bene e il Primo, non dobbiamo cadere nelle cose ultime 

            ma dobbiamo elevarci, svincolandoci dalle cose sensibili che sono le ultime

            e da qualunque malizia.  

 

               (Plotino, Enneadi 6,9,3)

 

 

            

 

È autore e curatore di circa trenta opere, antologie e traduzioni.

Quest’attività si è sviluppata in quattro fasi di approfondimento:

 

 I) Nel 1989, ispirato dalla lettura degli stupendi racconti biblici della beata Anna Katharina Emmerick (1774-1824), martire e veggente, cura un’edizione italiana in nove volumi, tratta in buona parte dalle opere religiose del poeta del romanticismo Clemens Brentano (1778-1842), di cui viene pubblicata La Passione del Signore (San Paolo 2005-2009/ 4 edizioni) e, recentemente, l’antologia essenziale: Anna Katharina Emmerick, visioni bibliche e contemplazioni mistiche (Paoline 2009), che riassume in breve tutta l’opera. Le prime Case editrici ad accogliere le sue traduzioni circa le visioni e le contemplazioni della mistica suora tedesca sono Il Segno di Udine, Cantagalli di Siena e Ancilla di Treviso.

Nel 1998 collabora  al Dizionario di Mistica, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana, alle voci Anna Katharina Emmerick e santa Gertrude di Helfta.

In questo primo periodo di studio e di lavoro la Bibbia e, soprattutto, i Vangeli gli rivelano l’intensità e i benefici della Luce.

Diverse testimonianze gli confermano che l’effetto delle rivelazioni della Emmerick sono molto potenti, esse inducono i credenti di buona volontà a liberarsi dai peccati, dall’attaccamento ai sensi e quindi ad aprirsi alla grazia Divina e alla carità verso il prossimo.

 

 II) Nel secondo periodo di approfondimento, Vincenzo si apre all’immensa realtà della mistica, studia e medita le opere dei mistici renani e alcuni classici cristiani, come La nube della non conoscenza e l’Imitazione di Cristo, nonché qualche opera di patristica e dell’esicasmo.

Viene così trascinato nel deserto interiore, in modo particolare resta affascinato dalle opere di Maestro Eckhart e della mistica renana perché  essa contempla la nascita mistica di Dio nell’anima dei credenti.

Vedono così la luce alcune monografie antologiche sui mistici occidentali circa Sant’Ildegarda di Bingen (1098-1179), beato Giovanni Taulero (1300-1361), Meister Eckhart (1260-1328) e Franҫois di Sales Pollien (certosino/1853-1936), mentre prosegue la pubblicazione di traduzioni integrali dal tedesco, come il Titurel di Wolfram von Eschenbach, Le apparizioni Mariane in 2000 anni di storia (sette ristampe), Angeli e Demoni di Martin Buber e altre, tra cui: Nel Vestibolo del Tempio della Saggezza, del noto teosofo Franz Hartmann (1838-1912), che dice: “Lancia la tua ignoranza lontano da te e diventa perfetto in Dio”.  

 

 III) Nel terzo periodo del suo lavoro, che va, circa, dal 2006 in poi, egli si apre definitivamente alla mistica interreligiosa comparata, avendo la certezza che Dio è Uno e Universale e non si può rinchiudere in un dogma.

Pubblica così tre antologie (Borla: Testi mistici per la contemplazione di Dio e Testi mistici delle donne di Dio; Paoline: Esperienze mistiche negli scritti dei grandi Maestri) che raccolgono una scelta di testi di oltre 150 mistici e mistiche della tradizione cristiana, induista, islamica e degli antichi filosofi. In questa visione s’inserisce la traduzione e la curatela di un classico del monachesimo russo risalente al 1909: Il Diario sulla preghiera di Gesù dello Schimonaco Ilarion. Questo testo esicasta si congiunge bene con una precedente traduzione da lui eseguita per la Casa editrice Gribaudi: Monte Athos (Witting). Egli è sempre più convinto che con la lettura, la meditazione e l’approfondimento dei testi mistici la vita interiore dei ricercatori si arricchisce e si prepara a nuove e determinate esperienze spirituali.

 

 IV) Attualmente, nel 2010, avendo assaporato le grandezze della mistica e della spiritualità interreligiosa, Vincenzo sente la necessità di approfondire il fondamentale messaggio dei Veda e delle Upanishaden, associandolo alle letture di Sri Aurobindo, Sri Ramana Maharshi, J. Krishnamurti.

Ispirato dalla meditazione dell’Aṣṭāvakra Saṁhitā, o Aṣṭāvakra Gita, della tradizione Advaita, scrive una raccolta di Versi pubblicata con il titolo: Echi dal profondo, Immagini di luce.

 Con questo lavoro egli apre la quarta fase di approfondimento dedicata alla "mistica universale", o "Voce cosmica".

 

 

Da: Echi del profondo (dal capitolo “Eppur non muore mai”)

- Meditazioni dall’Aṣṭāvakra Saṁhitā[2]-

  

 

La vita ricomincia, la morte siede sulle spalle

Biasimato, non è infastidito. Egli non gioisce della vita e non teme la morte (AS 18,99)

 

Ombre notturne, presagi di luce.

La notte attira già al domani,

 tutto è finito, tutto ricomincia.

Orme di pace, luce e benessere,

pace giocosa nelle vie dell’amore.

Tutto è finito, tutto ricomincia,

il vaso è colmo e l’acqua scorre;

la vita ricomincia,

la morte siede sulle spalle.

  

Dopo la morte la risurrezione

 

Oggi è festa nel cuore, festa senza entusiasmo,

festa pigra,

assorta e attenta; festa senza pensieri.

Si rinnova a nuova vita.

Il sole splende nella pace mentale,

la notte cala, la vita comincia,

subito finisce.

Dopo la morte, la risurrezione,

la Verità dopo ogni illusione.

 

 

 

 

 

Ciò che a voi sembra morto a me sembra vivo

 

 

La conoscenza della verità rende muto, inerte e

inattivo chi era eloquente, saggio e attivo. Perciò

viene evitata da chi vuol godersi il mondo (AS 15,3).

 

Rumi[3] dice: “ciò che a voi sembra notte e per me

giorno chiaro”, e io vi dico: “ciò che a voi sembra

realtà è per me illusione, ciò che a voi sembra

morto a me sembra vivo”.

 

 

Colui che non muore mai

 

Il corpo può morire o nascere, ma di questo non si cura la grande anima

che riposa sulle fondamenta del Sé e trascende il ciclo delle rinascite (AS 18,86).

 

La tomba chiusa,

raccoglie un defunto,

un morto

trapassato nel regno dei giusti.

La tomba aperta

mostra un bel bimbo

vestito di rosa,

non è

mai morto,

ma vive eterno nel cuore.

 

 

Nella casa della morte si entra da vivi

 

Un Maestro dell’India[4] dice:

“nella casa della morte si entra da vivi”,

lasciare la mente e tutte

le cose;

l’io muore, il Sé risplende.

Luce fiammante, dovunque risplende

la morte eterna dell’io.

“Il Profeta”[5] ha già detto:

Lui deve crescere,

“io” devo diminuire.

Nella casa della morte si entra da vivi.

Tutto finisce nel nuovo mattino.

 

      

Concezione esistenziale, senso e missione del suo lavoro

 

Vincenzo è convinto che nella vita bisogna avere uno scopo e una missione. Quale scopo è migliore della ricerca di Dio, in tutti i modi e con tutte le forze? È quale missione è superiore a quella di donare al prossimo le proprie piccole conoscenze?

L’esistenza, o meglio la sopravvivenza, su questa Terra è solo un breve passaggio, una contemplazione della morte, una preparazione alla vita eterna.

Dunque un’occasione per purificarsi e autorealizzarsi.

 

               

 

 

               L’uomo si deve salvare attraverso gli sforzi individuali;

               non appena cessa di identificarsi con il corpo, i sensi,

               la mente e l’intelletto, diviene libero.

 

                                               (Sathya Sai Baba) 

 

 

 

 Nel 2011 Vincenzo ha incontrato il messaggio di Buddha Shakyamuni come compendio e sintesi del  cammino finora percorso, ispirato da questo lucente messaggio metafisico, scientifico e filosofico, Vincenzo ha iniziato gli studi sistematici di filosofia e pratica buddhista, deciso a realizzare la rinuncia e la comprensione della vacuità, fino alla liberazione e all'illuminazione, per cercare di sciogliere ogni nodo karmico, per il suo beneficio e per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Attraverso questi studi e meditazioni analitiche e concentrative comprende molto meglio e più nel profondo il significato nascosto della tradizione mistica cristiana e dell' induismo. ad esempio Buddha insegna che il punto d'arrivo di un Boddisattva (un praticante dell'illuminazione) è la compassione e l'amore verso tutti gli esseri senzienti, San Paolo dice: "Se non avete la carità non siete nulla!". Il punto iniziale di ogni tradizione spirituale comincia con la realizzazione della rinuncia:

"Senza una pura rinuncia non vi è modo di placare l'ardente desiderio dei piaceri di questo oceano di esistenza condizionata; e poichè tutti gli esseri incarnati hanno bramosia di esistenza, rimangono così totalmente imprigionati.

Per cui, sin dall'inizio, cercate di realizzare la rinunzia."

("I Tre aspetti principali del sentiero" in: "La liberazione nel palmo della mano" - Una breve dissertazione sul sentiero per l'illuminazione - Pabonka Rinpoce. Chiara Luce Edizioni, Pomaia (Pisa) 2003. 

 

Solo così ogni sofferenza sarà lasciata, perchè se si rinuncia alle gioie terrene illusorie (Samsara) si rinuncia anche alle sofferenze delle malattie e di ogni cosa transitoria. Ogni cosa sarà allora vista come cammino dello Yoga, della purificazione verso la luce, l'ultima ed eterna Luce che tutto pervade e tutto illumina

     

                                              

 TRADUZIONE TEDESCA - DEUTSCH ÜBERSETZUNG:

 

 

Über Vincenzo und seine Veröffentlichungen

Ich bin eingetreten in den Blumengarten des Meisters
und ich habe diese Blumen für euch gepflückt.

Die Wahl war schwierig, da die Blumen so duften,
aber diejenigen, die ich gepflückt habe, hatten die Form eines Herzens.


Meine Arbeiten sind thematisch gegliedert:

Abschnitt I

Westliche Mystik

Die heilige Hildegard von Bingen stellt uns den kosmischen Gott vor, indem sie uns dem Licht des heiligen Geistes öffnet. Die rheinischen Mystiker (Meister Eckhart und G.M. Tauler), AK. Emmerick und der Kartäuer F. Pollien hingegen zeigen uns auf besondere Weise den Wert des inneren Gebets, die Liebe und die Geburt Gottes in der Seele.

Diejenigen, die dem Geist der Wahrheit folgen möchten und somit Gott

müssen im Geist und in der Wahrheit lieben.

So hat unser Herr der Samariterin geantwortet:

Die Zeit wird kommen und sie ist bereits, in der die wahren Verehrer

nicht nur in den Bergen oder im Tempel beten werden,

sondern im Geist, das heißt im Tempel Gottes“

(Meister Eckhart aus der Predigt: Von Hindernissen zur wahren Spiritualität)

Hinweis: Das Oxford Dictionary gibt für „mystisch“ folgende Definition:

Jemand, der eine direkte Verbindung seiner Seele zu Gott hat; ein in die Geheimnisse Eingeweihter“.

(Aus der Zeitschrift „Domani“, Februar 2010, Sri Aurobindo asrama – Pondicherry, S. 18)



Abschnitt II

Hesychasmus

ist ein spirituelles System, das die Ruhe und den inneren Frieden anstrebt, um eine innige Vereinigung mit Gott zu erlangen. Dies zeigt sich in der Tradition der christlichen Mönche in einem Zustand der Ruhe und Stille, um mit den nötigen Einen zu verweilen. Die Mystiker des Christlichen sind meist die Starzen (geistliche Führer) und die Mönche, wie Hilarion Schimonach, Evagrios Pontikus, Johannes Klimakos, Gregorios Palamas, der heilige Seraphim von Sarow, Gregory Sinai, Nil Sorskij und viele andere. Sie lebten in den Wüsten und auf dem Berg Athos und übten dort fleißig das Gebet Jesus aus, wobei sie vom Licht des Heiligen Geist getroffen wurden.

"Das Gebet im Namen Jesu Christi leuchtete wie eine Sonne zwischen den Mönchen, insbesondere in Ägypten, in Jerusalem, auf dem Berg Sinai, in der Stadt Nitria und in vielen Orten Palästinas.
Das Gebet des Namens wurde von den Mönchen wie ein großes Geheimnis gehütet:
den Männern der Welt war es komplett unbekannt".

(Paisij Velickovskij, 1722-1794)



Abschnitt III

Interreligiöse Mystik

Die drei Anthologien, die in diesem Abschnitt vorgestellt werden, sind konzipiert wie eine allgemeine Summe der Mystik. Das Werk als Ganzes umfasst eine Auswahl von Texten und Biografien von über 150 spirituellen Autoren der Antike, des Mittelalters und der Neuzeit, Figuren aus den verschiedenen spirituellen, religiösen und philosophischen Traditionen, von St. Paul und St. Johannes, der Evangelist zu Plotin, Sankara, Al Gazali, Ramana Maharshi, Miguel de Molinos etc.

Der Leser erhält somit einen breiten Überblick über die Themen der interreligiösen mystischen Lehre: die Vereinigung mit Gott , die Meditation über den Tod, die Liebe, die Demut, den Hesychasmus, die Kunst des Gebets, das innere Gebet, die Kontemplation, die innere Aufmerksamkeit, die geistlichen Übungen, die Reinigung der Seele und so weiter.

Einer dieser Bände ist circa 30 mystischen Autorinnen gewidmet. Frauen des alten Sufi-Islam, des Christentums und des Hinduismus, die glänzen und sich unterscheiden in drei spirituellen Tugenden, und in diesen aber jeweils stark ausgeprägt sind:
die Loslösung von allen Dingen und von sich selber bis hin zur Vernichtung, tiefe Demut und austeilende Nächstenliebe.

Dies sind auch die charismatischen Tugenden, die jeden, der sich einen „spirituell Suchenden“ nennt, erhellen sollten.


„Das Nichts in der Seele“

Eine zerstörte Seele ist gleichzeitig eine befreite Seele.

Und es ist ein Werk Gottes, denn er erfüllt sein Werk in mir:

ich schulde ihm kein Werk, denn er selbst ist Werk in mir,

und wenn ich etwas von mir hinzufügen würde,  würde ich sein Werk verderben.

(Margarete Porete, ca. 1250-1310)


Realisierende Metaphysik – Metaphysik des Advaita Vedanta

Nur eine friedvolle und reine Seele kann sich in ihrem reinen Bewußtsein auflösen.

Metaphysik bedeutet jenseits des Körpers. Sie betrifft alle Religionen und Wissenschaften und basiert auf drei prinzipiellen Hauptthemen des Studiums und der Reflektion:

das Sein, Gott und das Wissen.

Die Metaphysik ist eine praktische Philosophie, die auf der Wissenschaft der Kenntnisse und der universalen Liebe basiert. Die Einführungsliteratur von Ost und West, die Veden und Upanishaden, sind das Erfahrungsfeld. Die Bezugspunkte sind zunächst einmal Sankara, Plotin, Plato, Pythagoras und Advaita Vedanta.

Die Lehre lässt sich in wenigen Worten zusammenfassen:

 

Es ist notwendig fest in Sich zu bleiben“ (wie Ramana Maharshi lehrt).

Jener für den sich der Ozean der Welt trockengelegt hat, hat keine Gebundenheiten oder Abneigungen. Sein Blick ist leer, sein Handeln ist ohne Ziel und seine Sinne sind erloschen.

(Astavakra Samhita, 17,9)


Das Buch der Gedichte „Echi dal profondo“ , das in diesem Abschnitt vorgestellt wird, ist entstanden durch Meditation und Betrachtung eines antiken Textes über die klösterliche Lehre des Advaita Vedanta und könnte in einer kleinen Ecke dieser edlen Tradition glänzen.



ZUM LICHT

Es ist ein meditativer Rückzug, der für Sommer 2012 geplant ist.

Es ist die Suche nach dem Licht in uns Selbst und der Befreiung. Es ist eine schwierige Reise in die Tiefen unseres Seins.

Während dieses dreitägigen Rückzugs werden drei Formen der Meditation vorgestellt und praktiziert, um den Geist zu beruhigen und zu reinigen. Außerdem werden einige kurze mystische Texte meditiert zur Einführung zum Licht und es werden Pausen zur meditativen Reflektion gemacht ( kurze Vorträge zum praktischen und spirituellen Leben).

Die mystischen Texte verschiedener Traditionen werden bis zur Aufnahme verinnerlicht.

Der Rückzug findet für drei Tage statt und es können nicht mehr als sieben Personen daran teilnehmen.

Wer wirklich daran interessiert ist, an diesem Rückzug teilzunehmen, wird gebeten mir seine Daten und den Grund des Interesses zu zusenden. Daraufhin werden Sie von mir kontaktiert und erhalten alle Details und erforderlichen Informationen.



Ein Mensch, der ordnungsgemäß in die Meditation eingeführt wird, ist dazu bestimmt, sein Selbst zu realisieren ( welches schon in ihm wohnt), welches das Licht der Lichter ist. Also ist Gott ihm in ganzer Fülle aufgedeckt und diese Erfahrung wird ihn für immer führen, weg vom Ich, von den Leidenschaften, den Lastern und den Sünden, die jedes Sein verrohen und das Leben selbst verschmutzen, indem sie es zu einer Hölle machen.“

(Von Upanishaden)


Es gibt nur den Einen, welcher ohne einen Zweiten ist.

Der Unterschied besteht nur in dem Namen, der sich aus dem Diskurs ableitet.

Er (Brahman) ist nicht grob, nicht fein, weder kurz noch lang.

Er ist frei von Klang, Form und er ist unveränderlich.


(Chandogya up.: VI: II-1, 1-5)

Ich bin das Licht der Welt; wer mir folgt, wird nicht in der Finsternis umherirren,

sondern er wird das Licht des Lebens haben.
(Johannes 8, 12)


Die höchste Wahrheit

Die höchste Wahrheit zu erleben, auch nur für einen Moment, ist mehr wert als das Schreiben und Lesen von hunderten von Büchern über Methoden oder Prozesse oder wie man sie entdeckt.

(Aus der Zeitschrift Domani, Sri Aurobindo Asram, Pondicherry, Indien)

 

 

 

VINCENZO NOJA

hat sein Leben der Suche nach der höchsten Wahrheit gewidmet.

Vor vielen Jahren hat er die schwierige Reise in sein Inneres, zu seinem Sich angetreten mit der Meditation und dem Studium mystischer Texte über interreligiöse Spiritualität.

Er schreibt nichts neues, ebenso wenig versucht er Anweisungen zu geben. Er studiert, bereitet nach und kommentiert schlicht die Texte der spirituellen Meister aller Zeiten, sowie die heiligen Schriften der religiösen Haupttraditionen. Somit sollen sie das Herz und den Geist des nach dem Licht  der Kenntnis Suchenden öffnen können und das Sich erwecken, das immanent in Zentrum des Seins glänzt.


"Schließlich kommt der Reisende auf den Wegen der Zeit an die Grenzen der Ewigkeit.

Eingehüllt in das vergängliche Symbol des Menschlichen, fühlt er die Substanz seines unvergänglichen Selbst und verliert seine Verwandtschaft zum sterblichen Zustand.

Ein Strahl des Ewigen trifft sein Herz, sein Gedanke weitet sich in die Unendlichkeit aus;
alles in ihm richtet sich an die Unendlichkeit des Geistes".

(Sri Aurobindo, Savitri, I, 1, 3) [1] [1]


"Da wir den Einen suchen und den Anfang aller Dinge begründen, das heißt das Gute und das Erste, dürfen wir nicht in die letzten Dinge stürzen, sondern wir müssen uns erheben und uns von den sensiblen Dingen, welche die letzten sind, und von der Bosheit befreien".

(Plotin, Enneaden 6, 9, 3)


Er ist Autor und Herausgeber von ungefähr 30 Werken, Anthologien und Übersetzungen.

Diese Tätigkeit hat sich in vier Phasen der Vertiefung entwickelt:

I)    Im Jahr 1989 bringt er, inspiriert von der Literatur der wunderbaren biblischen Erzählungen von Anna Katharina Emmerick (1774-1824), Märtyrerin und Wahrsagerin, eine italienische Ausgabe in neun Bänden heraus, die sich hauptsächlich mit den religiösen Werken des Dichters Clemens Brentano (1778-1842) beschäftigt. Hieraus entstehen La Passione del Signore (San Paolo 2005-2009/ 4 Auflagen) und kürzlich die Hauptanthologie: Anna Katharina Emmerick, biblische Visionen und mystische Kontemplationen (Paoline 2009), die kurz das gesamte Werk zusammenfasst.
    Die ersten Verlagshäuser, die ihre Traditionen in Bezug auf die Visionen und die     Kontemplationen der mystischen deutschen Nonne aufgenommen haben, sind „Segno“ aus     Udine, „Cantagalli“ aus Siena und „Ancilla“ aus Treviso.

    Im Jahr 1998 arbeitet er mit am Wörterbuch der Mystik, veröffentlicht von der Libreria     Editrice Vaticana, nach den Stimmen von Anna Katharina und der heiligen Gertrud von     Helfta.
    

    In dieser ersten Periode des Studiums und der Arbeit offenbaren die Bibel und im     besonderen die Evangelien ihm die Stärke und die Wohltaten des Lichts.

    Mehrere Zeugenaussagen bestätigen ihm, dass der Effekt der Enthüllungen von Emmerick     sehr stark sind. Sie bringen die Gläubigen des guten Willens dazu, sich von ihren Sünden zu     befreien, sich von ihren Sinnen loszulösen und sich somit der göttlichen Gnade und der     Nächstenliebe zu öffnen.


    II) In der zweiten Phase der Vertiefung öffnet sich Vincenzo der immensen Realität der     Mystik. Er studiert und meditiert die Werke der rheinischen Mystiker und einiger     klassischen Christen, wie Die Wolke des Nichtwissens und Die Nachahmung Christi, sowie     einige patristische Werke und solche aus dem Hesychasmus.

    So wird er mitgerissen in eine innere Wüste. Auf besondere Art und Weise bleibt er     fasziniert von den Werken von Meister Eckhart und der rheinischen Mystik, weil diese die     mystische Geburt von Gott in der Seele der Gläubigen betrachtet.

    So erblicken einige anthologische Monografien über westliche Mystiker wie z.B. die heilige     Hildegard von Bingen (1098-1179), der selige Johannes Tauler (1300-1361), Meister     Eckhart (1260-1328) und François Sales Pollien (Kartäuser/ 1853-1936) das Licht.     Weiterhin veröffentlicht er vollständige Übersetzungen aus dem Deutschen, wie Titurel von     Wolfram von Eschenbach, Die Marienerscheinungen in 2000 Jahren Geschichte ( sieben     Auflagen), Engel und Dämonen von Martin Buber und andere, darunter: Die Vorhalle des     Tempels der Weisheit von dem berühmten Theosophen Franz Hartmann (1838-1912), der     sagt: „Werfe deine Ignoranz weit weg von dir und werde perfekt in Gott.“


III)    In der dritten Phase seines Schaffens, die ungefähr 2006 beginnt, öffnet er sich definitiv der vergleichenden interreligiösen Mystik, mit der Sicherheit, dass Gott Eins ist und Universal und sich nicht in ein Dogma sperren lässt.

    So veröffentlicht er drei Anthologien (Borla: Mystische Texte zur Kontemplation von Gott     und Mystische Texte der Frauen Gottes; Paoline: Mystische Erfahrungen in den Schriften     der großen Meister), die eine Auswahl von über 150 mystischen Texten der christlichen,     hinduistischen und islamischen Tradition sowie von antiken Philosophen enthalten.

    In diese Anschauung fügt sich eine Übersetzung und die Kuratel eines Klassikers des     russischen Mönchtums aus dem Jahre 1909: Das Tagebuch über das Gebet Jesu von     Hilarion Schimonach. Dieser hesychastische Text verbindet sich sehr gut mit einer von ihm     vorangegangenen Übersetzung beim Verlagshaus Gribaudi: Der Berg Athos (Witting).

    Er ist immer überzeugter, dass mit Lektüre, Meditation und Vertiefung der mystischen Texte      das innere Leben der Suchenden angereichert wird und so bereitet er sich auf neue und     bestimmte spirituelle Erfahrungen vor.


    IV) Zur Zeit, im Jahr 2010, nachdem er die Größe der Mystik und der interreligiösen     Spiritualität kennengelernt hat, verspürt Vincenzo die Notwendigkeit die fundamentale     Nachricht der Veda und Upanishaden zu vertiefen, in Kombination mit der Lektüre von Sri     Aurobindo, Sri Ramana Maharshi und J. Krishnamurti.

    Inspiriert von der Meditation von Astavakra Samhita oder Astavakra Gita aus der Tradition     Advaitas, schreibt er eine Sammlung von Versen, die unter dem Titel „Echi dal profondo,     Immagini di Luce“ veröffentlicht werden.

    Mit diesem Werk eröffnet er seine vierte Phase der Vertiefung, die der „universalen Mystik“     und der  „kosmischen Stimme“ gewidmet sind.

    
Aus: "Echi dal profondo" (aus dem Kapitel „Dennoch stirbt er nie“)

-    Meditationen von Astavakra Samhita [2]
     
    "Das Leben beginnt, der Tod sitzt auf den Schultern

    Getadelt, er ist nicht verärgert. Er freut sich nicht über das Leben und er fürchtet nicht den
    Tod"    
(AS 18,99)


    
    Nächtliche Schatten, Vorzeichen des Lichts.

    

Die Nacht zieht schon das Morgen an,

    alles ist vorbei, alles beginnt neu.

    Spuren des Friedens, Lichts und des Wohlbefindens,

    spielerischer Frieden auf den Wegen der Liebe.

    Alles ist vorbei, alles beginnt neu.

    Das Glas ist voll und das Wasser fließt;

    das Leben beginnt neu,

    der Tod sitzt auf den Schultern.


Nach dem Tod die Auferstehung


    Heute ist Urlaub im Herzen, Urlaub ohne Begeisterung,

    fauler Urlaub,

    vertieft und vorsichtig; Urlaub ohne Gedanken.

    Es wiederholt sich ein neues Leben.

    Die Sonne scheint im Frieden des Geistes,

    die Nacht bricht herein, das Leben beginnt,

    endet sofort.
    
    Nach dem Tod, die Auferstehung,

    die Wahrheit nach jeder Illusion.



Das, was euch tot scheint, scheint mir lebendig


    Die Kenntnis der Wahrheit macht stumm, träge und inaktiv,

    denjenigen, der eloquent, klug und aktiv war.

    Also wird sie vermieden von dem,

    der die Welt genießen will

(AS 15,3)



Rumi Rumi [3] sagt: „was für euch Nacht ist, ist für mich heller Tag“

und ich sage euch: „ was euch Realität scheint, ist für mich Illusion,

was für euch tot scheint, ist für mich lebendig
“.


Derjenige, der niemals stirbt

"Der Körper kann sterben oder geboren werden, aber darum kümmert sich die große Seele nicht, die auf den Fundamenten des Selbst ruht und geht über den Kreislauf der Wiedergeburt hinaus" (AS 18,86).

Das Grab ist geschlossen,

sammelt einen Verstorbenen,

ein Toter

das Reich der Gerechten durchschritten.

Das offene Grab

zeigt einen hübschen Jungen

in rosa gekleidet

er ist nie gestorben,

aber er lebt ewig in unseren Herzen.


In das Haus des Todes tritt man lebend ein


Ein indischer Meister [4] sagt:  

„In das Haus des Todes tritt man lebend ein“

den Geist und alle Dinge loslassen;

das Ich stirbt, das Selbst strahlt.

Leuchtendes Licht scheint überall

der ewige Tod des Ichs.

„Der Prophet“ [5] hat bereits gesagt:

Er muss wachsen,

„Ich“ muss kleiner werden.

In das Haus des Todes tritt man lebend ein.

Alles vergeht am neuen Morgen.



Existenzielle Konzeption, Sinn und Mission seiner Arbeit

Vincenzo ist überzeugt davon, dass man im Leben ein Ziel und eine Mission haben sollte. Welches Ziel ist besser als die Suche nach Gott auf jede Art und Weise und mit aller Kraft? Und welche Mission ist höher als die seinem Nächsten das eigene kleine Wissen weiter zu geben?

Die Existenz, oder besser das Überleben, auf dieser Erde ist nur eine kurze Passage, eine Betrachtung des Todes, eine Vorbereitung auf das ewige Leben.

Also eine Möglichkeit sich zu reinigen und sich selbst zu verwirklichen.


"Der Mann muss sich retten durch die individuellen Bemühungen;

nicht bevor er aufhört sich mit dem Körper, den Sinnen,

dem Geist und dem Intellekt zu identifizieren, und wird frei
".

(Sathya Sai Baba)






[1] Sri Aurobino, Savitri (vol. I-II), Edizioni Mediterranee, italienische Übersetzung von Paola de Paolis, Rom 1995.

[2] Astavakra Samhita [1] von Mai Nani, Sergio Tripodi, Verlag Astrolabe – Ubaldini Editore, Rom 2003.

[3] Persischer Mystiker mit gutem Ruf.

[4] J. Krishnamurti.

[5] Johannes.



            

 

 

 

 


[1] Sri Aurobindo, Savitri (vol. I-II), Edizioni Mediterranee, traduzione italiana di Paola De Paolis, Roma 1995.

[2] Aṣṭāvakra Saṁhitā[1]a cura di Nani Mai e Sergio Trippodo, Casa editrice Astrolabio- Ubaldini Editore, Roma 2003.

[3]  Mistico persiano di grande fama.

[4]  J. Krishnamurti.

[5]  Giovanni.